Cynara ed il carciofo

Cynara scolymus è il suo nome scientifico e ad esso è legata una poetica leggenda della mitologia classica che vede nel Carciofo l’incarnazione di una Ninfa.

Si tratta della bellissima Cynara, ninfa dai capelli color cenere, la pelle rosata e occhi verdi dalle rarissime sfumature viola. Pur avendo un animo buono e un cuore gentile Cynara era una fanciulla orgogliosa e volubile. Così quando l’onnipotente Zeus, padre degli dei, cominciò a farle la corte, lei lo rifiutò.
Naturalmente Zeus non si diede per vinto e dopo numerosi tentativi comprese che Cynara non avrebbe mai ceduto alle sue lusinghe. Zeus riteneva inaccettabile che una ninfa rifiutasse il corteggiamento del re degli dei, perciò in un moto d’ira decise di trasformare la fanciulla in un vegetale che in qualche modo le somigliasse. Avrebbe dovuto essere verde, spinoso e rigido all’esterno, come era stato il carattere orgoglioso e volubile di Cynara, ma dentro doveva custodire un cuore tenero e dolce, come l’animo della ragazza, e doveva avere un color viola, come i suoi occhi.

Per quanto riguarda il suo utilizzo in cucina, già nel mondo antico era utilizzata in Egitto e venne esportata in Sicilia. A partire dal XVI secolo, era adoperata come piatto in tante cucine toscane, infatti Maria de’ Medici, sposa di Enrico II di Francia nel 1547, dalla Toscana esportò il carciofo in Francia proprio per la sua folle passione per questo alimento. Per questo motivo molte ricette dell’epoca sono a base di carciofo. A Roma arrivò solo in pieno Ottocento assieme ad altri ingredienti dell’orto e arrivò ad influenzare anche le varie scuole pittoriche.

Il consumo del Carciofo di Paestum, per esempio, è molto più appagante e gratificante se gustato direttamente nei luoghi di origine, magari dopo una visita all’area archeologica. Il carciofo IGP di Paestum è uno dei prodotti più noti della Valle del Sele, forte di una tradizione e di una storia lunghissime, che ne hanno fatto uno dei capisaldi della gastronomia locale.

Dott. Ssa Claudia Fanciullo

Sitografia

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