Le fonti di studio tra il bere ed il mangiare degli Etruschi

Presso gli Etruschi vengono apparecchiate mense sontuose due volte al giorno con tappeti variopinti e coppe d’argento di ogni specie ed è presente una folla di servi bellissimi,ad ogni di vesti preziose. Ateneo cita ne, I sofisti a banchetto IV, 153c, il filoso greco Posidonio di Apamea, che aveva viaggiato in Occidente intorno all’anno 100…

Gattò o Gateau o Pizz’i patan: francesismi borbonesi

Cuoco! Che bella parola! Cuoco… Diceva Totó, noto attore simbolo di Napoli. Nel Settecento Napoli divenne capitale europea e centro vivace di cultura. Maria Carolina d’Asburgo giunse a Napoli nel 1768 come sposa di Ferdinando IV. La donna ha un carattere difficile e non ama la cucina napoletana ma è più sofisticata e adora i…

Palline alle cipolle di Ateneo

Ateneo nell’opera “I Deipnosofisti”, IX,371F, ci racconta che la dea Latona, incinta di Apollo, fosse stata colta da una voglia incontrollabile di cipolline. Le cipolline così come la maggior parte degli alimenti venivano sminuzzate perché c’era l’uso di mangiare semisdraiate, permettendo di mangiare con le mani. Questa ricetta è finger food e fa parte, ancora…

Foglie di cavolo farcite come rimedio nell’Antica Grecia

Il cavolo era uno dei vegetali più presenti sulle tavole degli antichi. I medici greci lo raccomandavano contro gli effetti dell’ubriachezza, curava le ferite, lussazione, ulcere, travaso di bile e dolori reumatici. Catone ad esempio,nel De agri cultura, ne riserva due capitoli e ne sottolinea i benefici per tutto il corpo. Si poteva mangiare prima…

Frictelle de poma dalla ricetta di Maestro Martino

Monda le poma et tagliarle in fette sottilecavandone quilli grani o anime che hanno nel mezzo, et frigi un poco le ditte fette nel strutto, o in olio; et poi leva fora ad asciuccare sopra ad un taglierò. Et intenti o involte in simile compositione como se dice nel capitolo precedente, et un’altra volta le…

Aulive ammaccate

Ottobre è il tempo della raccolta di olive e ArkeoGustus ha prodotto questi stupendi vasetti per conservare una ricetta antichissima. Nel Cilento è tipica la raccolta della salella, un’oliva detta anche lioli, licinella, montecidda o salentina. Gli alberi di questa specie sono caratterizzati da folte chiome, dal colore verde intenso e dai frutti carnosi. Le…

Pillola di storia: le fave.

Plinio il Vecchio nei suoi scritti ci racconta che nei mari settentrionali d’Europa esisteva un’isola chiamata Burcana o Isola delle Fave, chiamata così perché vi crescevano spontaneamente una grande quantità di questo legume. Nell’antica Grecia venivano cotte ed offerte a Bacco e Mercurio per le anime dei morti.Una credenza, quella che le legava all’aldilà, rafforzata…

Orapi: gli spinaci selvatici e dove mangiarli

Chi ci segue sa benissimo che questo periodo, per noi di ArkeoGustus, é fatto di ricerca delle fonti e ricerca delle materie prime. Infatti non ci siamo fatti mancare un salto nei pressi nel Parco Nazionale di Abruzzo, nello specifico a Posta Fibreno, un borgo immerso nel verde e contornato da animali e dal lago….

Idromele oltre la cultura norrena: anche Columella ne sapeva qualcosa?

Arkeogustus vi ha spesso raccontato dell’utilizzo del miele in antichità e questa volta invece vi vogliamo tramandare la versione piu sofisticata di una bevanda alcolica ottenuta mescolando miele ed acqua. Le prime testimonianze archeologiche sulla produzione di idromele risalgono ad oltre 9.000 anni fa. La testimonianza ci giunge dai frammenti di vasi di ceramica rinvenuti…

Ossiporo: De re rustica, XII, 59, 5

Per concludere il pasto, spesso e volentieri le tradizioni ci ricordano che il liquore è la soluzione migliore. Ma esiste una versione di digestivo molto particolare, tramandataci da Columella nel De re rustica: l’Ossiporo o meglio detto Oxyporum. Era una bevanda a base di aceto e pepe che serviva a favorire la digestione ma anche…