La mela annurca: frutto dimenticato?

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Da mala orcula a mela anorcola il passo è…lungo, perché dovettero passare secoli prima che diventasse la regina delle mele antiche. Sto parlando della mela annurca, tipico frutto campano, che prosperava intorno al lago d’Averno considerato dagli antichi Romani, la porta dell’Orcus degli inferi.

Alla metà del xx secolo, il declino di questo frutto è inevitabile a causa del massiccio incremento del commercio estero e della produzione estensiva. Fu solo grazie al coraggio di alcuni contadini che riprese piede il consumo della annurca, fino a guadagnare il titolo di IGP ossia di Indicazione Geografica Protetta, anche se la sua produzione equivale solo al 5 per cento del totale di produzione delle mele di Italia.

Le caratteristiche organolettiche rendono questa mela zuccherina ma con una punta di aspro e fortemente croccante. Ricca di vitamina A e C, fosforo e potassio, è indicata per i diabetici. Se consumata fresca è astringente mentre cotta è lassativa e con le sue sostanze antiossidanti, la pectine e le fibre, combatte il colesterolo e pulisce le arterie. Che ne dite se le diamo un bel morso?

Se volete gustare la mela tutto l’anno potete conservarla facendone una confettura.

Per un chilo di mele annurche ci vogliono circa 500 grammi di zucchero, non di più; sbucciare le mele e tagliarle a dadini uguali in una pentola dai bordi alti e molto capiente; accendete il fuoco e aggiungete due bicchieri di acqua nella pentola, il succo di un limone premuto, dello zenzero fresco e una spolvera di cannella se volete.

Lasciate cuocere fino a che non si rapprenda a fiamma bassa per una trentina di minuti e intanto sterilizzate i vasetti che conterranno la confettura ricordandovi di cambiare i coperchi usati con dei nuovi nel caso volesse riutilizzare dei vasetti vecchi.

Una volta cotta spegnere il fornello e iniziare subito a travasare, facendo attenzione a non lasciare sporchi i bordi ma aiutandovi con un imbuto. Riempite quasi fino all’orlo del vasetto, chiudete col tappo e capovolgetelo. Lasciateli così fino al giorno dopo.

Una volta passate 24 ore controllate se la clip del coperchio è abbassata così da aver tolto l’aria dal vasetto ed effettuato tutti i passaggi perfettamente.

Il prodotto va conservato al buio e lontano da fonti di calore anche fino a 18 mesi dalla produzione. Una volta aperto consumare entro un massimo di quindici giorni, perché non ha conservanti oltre allo zucchero aggiunto e al fruttosio naturale.

Un consiglio è di utilizzare dei vasetti piccoli così da consumare velocemente il prodotto.

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