Gli aliter funghi

Foto dal web

Questo è uno dei periodi dell’anno più piovosi e ci regala una varietà di funghi veramente fantastica. Una domanda però si insinua nella mia testa: ma gli antichi come facevano a riconoscere le varietà presenti in natura senza morire avvelenati?

Noi abbiamo la fortuna di attingere a studi specifici in totale autonomia senza intossicarci il fisico e senza avvelenare nessuno però c’è anche da considerare che spesso l’avvelenamento poteva essere una sorta di “attentato” alla vita di qualche nemico e quindi era un atto voluto. Del resto non sempre si poteva capire la causa della morte.

La raccolta del fungo era dunque un’azione comune ma vista con sospetto per i motivi sopra elencati. Non disponendo di classificazioni scientifiche, gli antichi li distinguevano a seconda dell’albero sotto il quale crescevano.

Potremmo provare a distinguere tre tipologie di funghi che si credeva nascessero dalla linfa degli alberi:

  • Boleti
  • Suilli
  • Farneti

I Farneti sono i nostri comuni cantarelli; i Suilli e i Boleti venivano raccolti come i nostri porcini.

I funghi di campo erano i preferiti di Orazio perché li considerava molto più sicuri rispetto ad altri. Non abbiamo alcuna traccia di quelli coltivati ma nelle Geoponiche, viene raccontato il procedimento per ottenere l’agarico del pioppo. (Geop. 12,41,1).

Questi elementi ci fanno capire come il fungo rientrasse nella catena alimentare, per così dire, come elemento nutritivo. Marziale li amava crudi o arrostiti sul fuoco vivo oppure bolliti e serviti con le salse. Del resto Apicio, il più noto gastronomo della storia, ci fornisce la bellezza di ben 9 ricette tra funghi e tartufi.

A Roma erano talmente apprezzati dall’imperatore Claudio, che ne morì avvelenato. La storia era diversa però perché fu Agrippina ad assassinarlo per far salire al trono suo figlio Nerone.

Giriamo pagina e prepariamo assieme una ricetta di ispirazione Apiciana.

Ingredienti

  • 800 gr. di porcini
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 4 cucchiai di vino bianco
  • 1 cucchiaio di coriandolo
  • Sale e pepe quanto basta

Procedimento

Pulire i funghi e tagliarli per poi rosolarli nell’olio. Appena raggiunto un colore dorato, sfumare col vino bianco e far cuocere a fuoco medio per 10 minuti circa. Salare e pepare.

Impiattare con una spolverata di coriandolo dalla proprietà antinfiammatoria.

Dottoressa Claudia Fanciullo

Bibliografia

J. André, L’alimentazione e la cucina nell’Antica Roma, ed Bus.

Geoponiche, 12,41,1.

Apicio, 7,16,1-6.

Marziale, 13,50,2.

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