Le anfore di Marsiglia

il

Sulla costa meridionale della Francia, nel VI secolo a. C. fu fondata da coloni greci Massalia.
I greci si dedicano alla produzione di vino di ottima qualità. Il vino marsigliese più apprezzato dagli antichi, secondo le fonti, era ottenuto dall’uva matura esposta al sole.

Le anfore marsigliesi, oltre all’esportazione di vino, erano utilizzate per il trasporto di olive, di frutta, e alimenti derivati dal pesce.
I flussi commerciali diffusero le anfore marsigliesi per tutto il Mediterraneo dal VI al II secolo a.
C., quando l’esportazione inizia a ridursi in concomitanza dello sviluppo economico di Roma.
Nella prima età imperiale, l’esportazione del vino pregiato prosegue anche con la dominazione romana, essendo Marsiglia parte del territorio Narbonese, sebbene si verificò un cambiamento dei centri di produzione, a favore delle anfore galliche.
Le anfore marsigliesi si evolvono nella durata della loro diffusione. Si possono distinguere cinque tipologie morfologiche principali, secondo la proposta di G. Bertucchi, seppure siano presenti tratti comuni come: le anse a bastone schiacciato posizionate sul collo e sulla spalla; la presenza di un puntale pieno corto, piatto o arrotondato.
Il Tipo 1, databile alla seconda metà del VI secolo a. C., ha un corpo a forma di “trottola”, collo sviluppato con l’estroflessione dell’orlo ingrossato a “cuscinetto” e ripiegato verso l’esterno. L’altezza è variabile, tra i 45 e i 52 cm.
Il Tipo 2, impiegato dalla fine VI agli inizi del IV secolo a. C, il corpo si modifica assumendo una forma pirifome, sferico o ovoide, presenta l’orlo ingrossato. Si aggiunge la carenatura nella parte bassa della pancia che ne indica il fondo. L’anfora ha una dimensione di circa 36 cm.
Il Tipo 3, utilizzato durante il IV secolo a. C., presenta il corpo ovoidale con l’orlo arrotondato o a sezione triangolare. Realizzata con un piede basso, ha una grandezza variabile tra i 51 e i 55 cm.
Il Tipo 4, diffuso dalla fine del V e III secolo a. C., si caratterizza per il corpo ovoide e il collo cilindrico con orlo estroflesso a sezione triangolare. La grandezza avaria tra i 55 e i 62 cm.
Il Tipo 5, adoperato tra la metà del III e il II secolo a. C., il corpo ovoidale diventa affusolate con la presenza di spalle spioventi, l’orlo è variabile. Misura 60 cm.
L’argilla utilizzata per realizzare queste anfore varia, donando ai contenitori un colore che varia dal grigio al verdastro e dal rosa all’arancio. Presentano inclusi bianchi, grigi o rossi. La diffusione delle anfore marsigliesi è attestata nella Francia interna, in Svizzera e nelle regioni mediterranee.

Bibliografia


CARAVALE A., TOFFALETTI I., Anfore antiche, IRECO, 1997.
http://giare.terracotta-artenova.com/wp-content/uploads/2015/09/anfora-penisola-italiana-2jpg.

Articolo a cura della. Dott. Ssa Valentina Sgariglia in esclusiva per ArkeoGustus.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...