Crema Medievale

Per ruffianis et leccatricibus

Dal testo di Jean De Bockenheim, prendiamo questa ricetta numero 49 e parliamo di uova. Forse l’antenata dell’omelette, forse una crema agli agrumi, in realtà è il nome che ci incuriosisce. Come mai questo Maestro decise di chiamarla così? Perché decise di dedicare anche la numero 50 alle prostitute? Se qui siamo dinanzi ad una sorta di crema, nella 50 invece veniva usato il latte di mandorla che con un procedimento complesso veniva cotto allo spiedo. Il nome era: Pro meretricibus

Evidentemente l’autore associa i dolci al piacere carnale.

Così si fa la frittata di arance.

Prendi uova sbattute e arance a tuo piacere, spremile e mescola il succo con le uova e con lo zucchero. Poi prendi olio di oliva o grasso, scaldalo in padella, mettici uova e fai cuocere il tutto.

E sarà per ruffiani e prostitute (Et erit pro ruffianis et leccatricibus).

INGREDIENTI:

Un uovo a persona

Per ogni uovo mezza arancia e mezzo limone

Due cucchiai di zucchero

Burro q.b

Sale q.b

PROCEDIMENTO:

Battere l’uovo e aggiungere il succo dell’arancia e del limone, unire lo zucchero e una punta di sale. Scaldare un pentolino col burro o grasso a fiamma bassa e mescolare delicatamente, lasciando il composto morbido. Una volta rappresa la crema servire calda.

BIBLIOGRAFIA

O.Redon, F.Sabban,S.Serventì, A tavola nel Medioevo, Bari, 1994, p. 238

R.O.Valentini, Mangiare nelle taverne medievali, tra cibo, vino e giochi, ed. Penne e Papiri, 2006.

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