Anfore greche nel Tumulo della “protome equina”

La città di Cerveteri, antico nome etrusco Kaisraie, chiamata Agylla dai greci e
Caere dai romani, sorge su un pianoro tufaceo circoscritto da due corsi d’acqua,
a nord il Fosso del Manganello e a sud il Fosso della Mola, mentre sulle colline
circostanti, rigorosamente fuori dalle mura cittadine, furono edificate le necropoli,
dal greco pólis “città” nekrós “dei morti”.
All’interno della necropoli di Banditaccia, dichiarata Patrimonio dell’Umanità
dall’UNESCO nel 2004 – di cui solo 1/10 dell’area è tata scavata, si stimano circa
20.000 tombe-, situato nell’Altipiano delle Onde Marine si trova il tumulo della
protome equina”.
Il tumulo della “protome equina”, cosiddetto per il rinvenimento di un’anfora a
protome equina, restituisce il corredo dei due defunti, deposti con 50 anni di
differenza, composto da vasellame, i resti del carro, coltelli e spiedi in ferro. In
questo sepolcro è stata rinvenuta una maggiore quantità di reperti in bucchero
(per un totale di 39 esemplari). Purtroppo è una visione parziale del corredo
funerario in quanto il sepolcreto è stato più volte soggetto a scavi clandestini.
Il corredo funerario rinvenuto in un sepolcro, pone l’accento sull’ importanza e il
valore degli oggetti che il defunto sceglieva di portare con se nella “vita dopo la
morte”, erano oggetti considerati irrinunciabili e in base al pregio della manifattura
possiamo individuare il suo status sociale ed economico. Al vasellame locale in
bucchero, è affiancato quello greco. Di particolare importanza è un’anfora chiota,
morfologia attestata attualmente solo nell’area di Cerveteri (dalla metà alla fine
del VII secolo a. C.), rinvenuta in frammenti, con spessa ingubbiatura biancastra,
affiancato al ritrovamento di un’altra anfora, mofologicamente simile alla
precedente, dall’impasto arancio-rossastro ricco di inclusi, che differisce per la
spalla più angolata e un decoro a “S” sulla spalla, presenta due fasce a croce a
vernice bruna sul collo. Questi recipienti presentano contrassegni applicati prima
della cottura. Di origine greca e di rilievo, sono un Hydria a figure nere (recipiente
utilizzato per il trasporto di acqua o come urna cineraria), una coppa B3 su piede
utilizzata nel consumo di vino di origine ionica, un cratere laconico (grande vaso
usato per miscelare l’acqua e il vino nei simposi) e una kylix ionica (coppa da vino
in ceramica).
L’influsso greco nell’arte etrusca è rappresentato principalmente: da un’anfora da
mensa di produzione ceretana che presenta una decorazione sulla spalla,
eseguita con la tecnica del “white on red”, riproduce degli aironi inseriti in una
trama subgeometrica di denti di lupo campiti di colore; da due olpai (tipo di
brocca con collo allungato), decorati con motivi policromi lineari su fondo nero; da
due aryballoi ovoidi (piccolo vaso per profumi e unguenti), con decorazione a
bande sul corpo e il bocchello a cerchi concentrici (seconda metà del VII secolo
a. C.), di manifattura etrusca a imitazione delle olpai protocorinzie. Sono presenti
anche alabastra (contenitore per oli da massaggio o profumi) a fondo rotondo
con collarino (ultimo quarto del VII – secondo quarto del VI secolo a. C.) e due di
forma composita (VII – VI secolo a. C.).
La presenza nel corredo di anfore da trasporto greco simboleggia l’accettazione
della nuova influenza culturale nonché evidenziano il consumo di prodotti di pregio
importati, come l’olio e il vino. Il richiamo al simposio è dato dalla presenza delle
olpai e dal vasellame per mescolare in bucchero, mentre il rito legato
all’alimentazione è documentato dal piatto di tipo spanti e un altro esemplare
dipinto in rosso. Sono stati ritrovati, inoltre, sette oinochoai di tipo fenicio-cipriota
(vasi simile a brocche), alcuni esemplari impreziosite dall’argentatura, e due coppe
mesomphaloi. L’insieme di vasellame da banchetto è associato quello della cura
del corpo, di manifattura sia locale sia d’importazione, nonché la decorazione
dipinta del sepolcro ci suggeriscono lo status aristocratico dei due defunti.
Bibliografia
MAMMINI S., Cerveteri. La storia scavata nella roccia, in Archeo, n 267, 2007.
MAMMINI S., Cerveteri Regina del Mediterraneo, mostra «Gli Etruschi e il
Mediterraneo. La città di Cerveteri» (Roma, Palazzo delle Esposizioni, 15 aprile-20
luglio 2014), in Archeo, n 353, 2014
BENEDETTINI M. G., COSENTINO R., L’Altopiano delle Onde Marine nella necropoli
della Banditaccia (Cerveteri): il tumulo della “protome equina” e il suo
insospettabile corredo, in Mediterranea Quaderni annuali dell’Instituto di Studi sul
Mediterraneo Antico, n XIV, Edizioni Quasar, 2017.

Articolo redatto dalla Dott.ssa Valentina Sgariglia in esclusiva per ArkeoGustus.

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