Le anfore greche

L’attitudine espansionistica della Grecia, iniziata nella metà dell’VIII secolo a. C., si manifesta con la fondazione di numerose colonie nell’Italia meridionale e in Sicilia.

La madre patria manteneva un rapporto commerciale con le nuove città e per questo, verso la fine dell’VIII secolo, inizia a fabbricare anfore destinate al trasporto delle principali materie prime prodotte: l’olio e il vino.


Molti furono i centri di produzione delle anfore da trasporto greche.

La peculiarità dei centri di produzione era scegliere e fabbricare una morfologia d’anfora in modo tale che dal contenitore esterno si potesse intuire nell’immediato l’origine del prodotto. La città di Atene che esportava soprattutto olio, utilizzava anfore “SOS” e “à la brosse”, sono state rinvenute in tutto il Mediterraneo a partire dell’VIII secolo a. C. Le anfore SOS, il cui nome è dato
dall’iscrizione dello stesso motivo dipinto sul collo nella parte interna in una fascia risparmiata con le varianti OSO, OA, SAS, sono caratterizzate dal corpo ovoidale, riducente verso il fondo, ricoperto di vernice nera, il collo cilindrico con orlo a echino, anse a bastone e il piede in due
varianti: cilindrico o troncoconico. L’altezza variava tra i 60 e i 75 cm circa. Le anfore à la brosse, invece, trova origine il suo nome dalla tecnica di stesura mediante una spazzola (dal
francese brosse) della pittura sulla superficie del contenitore, si distinguono per il corpo ovoidale dalla spalla ampia, collo cilindrico con l’orlo inspessito e arrotondato, anse a bastone e piede ad anello. L’altezza varia tra i 55 e i 60 cm circa e presenta sull’orlo e sul corpo una vernice brunita diluita.
Corinto commerciava vino e olio dalla fine dell’VIII secolo a. C. e utilizzava principalmente due tipi di anfore la “A” e la “B”, cui si aggiunse dalla metà del V secolo la “A1”. Il tipo A, utilizzata per il trasporto dell’olio, presenta un corpo globulare e un collo cilindrico mentre l’orlo è a tesa a sezione trapezoidale, le anse brevi a bastone, piede troncoconico. L’altezza
varia tra i 60 e i 75 cm circa e l’argilla utilizzata era dura dal colore rosa-arancio ricca di inclusi. La forma evolve mostrando un corpo più affusolato e con lo spigolo delle anse più marcato. Il tipo B, utilizzato per il trasporto del vino, ha un corpo sferico o ovale, beve collo cilindrico con orlo a echino appiattito in superficie, anse a bastone. L’argilla era fine di color
beige-rosa o grigiastra con inclusi di piccole dimensioni, ricoperta da un’ingubbiatura giallo avena.
Le anfore provenienti da Chio prodotte dalla metà dell’VII al I secolo a. C., destinate al trasporto di vino, subirono molte evoluzioni morfologiche. Le anfore più arcaiche presentano un corpo ovoidale, collo cilindrico con orlo inspessito, anse a bastone appiattito, piede cilindrico. Le prime anfore prodotte mostravano un rigonfiamento del collo (VI secolo a. C.) che viene accentuandosi verso la (metà del V secolo a. C.) per poi dissolversi alla fine del V secolo a. C. Presentano una decorazione a fasce di vernice nera, con un motivo a forma di 8 sulla spalla. Con il tempo il corpo è più affusolato e le decorazioni semplificate.

L’altezza è circa 60 cm e l’argilla utilizzata era color camoscio-rosata o mattone-rossastra.
Altri centri di produzione dono Samo, Mileto, Taso, Lesbo, Clazomene e Mende. Alcune di queste anfore sono state rinvenute in un’area più limitata, mentre altre ebbero una
distribuzione maggiore.
Tra il IV e il I secolo a. C. sono attive, oltre le officine di Chio, anche quelle di Cos, Taso, Cnido e Rodi. Quest’ultima città ebbe un ruolo fondamentale nel commercio tra Oriente e Occidente nel trasporto di vino. Le anfore rodie presentano il corpo piriforme con la spalla
accentuata, il collo cilindrico allungato con orlo a sezione triangolare mentre le anse sono
allungate a bastone schiacciato, è caratterizzato da un puntale alto e pieno.
L’altezza varia tra i 65-100 cm circa e l’argilla utilizzata è depurata di color rossastro.

Articolo a cura della dott.ssa Valentina Sgariglia per ArkeoGustus.


Bibliografia
CARAVALE A., TOFFALETTI I., Anfore antiche, IRECO, 1997.

Sitografia immagini

https://www.progettocalvatone.unimi.it/commerci.html

http://www.guadoalmelo.it/vini-di-chio-gli-etruschi-e-lipotesi-di-unanticacontraffazione/

http://virtualarchaeology.sardegnacultura.it/index.php/it/siti-archeologici/etamedievale/castello-della-fava/reperti/1168-anfore-corinzie-eta-fenicia

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Anfora_attica_di_tipo_àla_brosse,_610- 500_ac_ca.,_da_palazzone(PG),_tomba_19.jpg

https://caribdismaritima.wordpress.com/2016/11/06/296/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...