Le anfore fenicie e puniche


L’origine del termine Fenici, deriva dal greco ϕ⎪ῖνιξ “rosso” e si riferiva al pigmento della porpora, tinta pregiata che questa civiltà, situata zona dell’attuale Libano, commerciava in tutto il Mediterraneo.

I Fenici, infatti, sono passati alla storia come grandi esploratori, esperti navigatori e commercianti. La città coloniale fenicia più conosciuta fu Cartagine (814-813 a.C.), situata vicino all’attuale Tunisi e fondata quando gli Assiri conquistarono la Fenicia, che intraprese un piano di colonizzazione che interessò la Sicilia, la Sardegna e la Spagna fino ad avere un contatto coi Romani, i quali li chiamavano Poeni, da cui deriva l’aggettivo punico.
Una delle maggiori testimonianze dell’influenza economica fenicia è rappresentata dalla numerose anfore ritrovate nei siti archeologici.

Nell’arco temporale che va dall’VIII e agli inizi del VI secolo a.C., negli insediamenti fenici del Mediterraneo centro-occidentale si diffondono due principali tipologie di anfore le cosiddette “Forma A” e “Forma B”, che si distinguevano dalle anfore fenice d’Oriente che si caratterizzavano per la spalla carenata e la pancia cuspidata sul fondo, il collo breve o assente e piccole anse a orecchia situate in prossimità della spalla.

La Forma A si contraddistingue per l’aspetto globulare del fondo, la spalla carenata, l’orlo breve e leggermente ricurvo verso l’esterno o bombato verso l’interno e le anse a orecchia. Questa tipologia di anfora è stata rinvenuta soprattutto nelle coste atlantiche della Penisola Iberica, della Sardegna e dell’Africa settentrionale, dove erano prodotte, utilizzate per il trasporto del vino. L’argilla era ricca d’inclusi e ben cotta.

https://bauldechity.files.wordpress.com/2017/02/bdce1-cermicasfenicias_page_01.jpg

La Forma B, invece, si pensa sia stata prodotta a Cartagine, Mozia e Sulcis, elaborata in numerose varianti, pur conservando alcune caratteristiche come il corpo subellissoidale, che si riduce verso il fondo, la spalla arrotondata dove sono situate le anse a orecchia, l’orlo spesso e tondeggiante, il fondo piatto o arrotondato. Questa forma è stata rinvenuta nell’area centrale del Mediterraneo ed era utilizzata per il trasporto del vino. L’argilla utilizzata era rossastra e ricca d’inclusi.

http://www.culturaitalia.it/opencms/viewItem.jsp?language=it&id=oai%3Aculturaitalia.it%


Dalla fine del VII agli inizi del VI secolo si diffuse una nuova tipologia di anfora, la “Forma D” prodotta in Sardegna dagli insediamenti punici fino al II secolo a.C. La Forma D ha variato la sua morfologia da un’originaria forma “a sacco” alle più recenti tipologie più affusolate “a siluro”. In queste anfore si trasportavano sia il vino sia le derrate alimentari. Si contraddistinguono per il corpo slanciato, le anse rimpicciolite e abbassate, il collo assente e l’orlo quasi impercettibile. Il colore dell’argilla è nocciola, ricca d’inclusi, a volte presenta un’ingubbiatura chiara.

https://trapani.gds.it/articoli/cronaca/2019/04/14/trapani-trovata-unanfora-del-periodo-punico-56514f45-637b-43ee-8765-67366b7527ce/


Dalla fine del VI secolo a.C. la Forma A inizia a essere sostituita dalla Forma F negli insediamenti fenici della penisola iberica e Gibilterra. Quest’anfora era utilizzata per trasportare il pesce e i derivati e si diffuse fino al I secolo a. C. nei territori occidentali del Mediterraneo. La morfologia è contraddistinta dalla forma biconica con la parte alta del corpo strombata mentre la parte bassa è convessa, le anse a orecchia, l’orlo breve. Era realizzata con argilla rossastra fuori e argilla grigia dentro.

http://www.geocities.ws/badwila_2/puniche/index.html


Dal IV secolo fino al II secolo a.C. si diffusero in tutto il Mediterraneo la “Forma E” e la “Forma H”, prodotte nell’area nordafricana e adottate per il trasporto del vino.

https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn%3AANd9GcQHDsheVRCJT2hOy-3up_Xvkxy5NSMXbyLmKrgVJl2xfM0cCbG6

Anfora tipo

La Forma E è caratterizzata dall’orlo scanalato per evitare la fuoriuscita del liquido. La morfologia più antica presenta pareti rettilinee con il fondo a punta, mentre nella più recente le pareti sono convesse con il fondo arrotondato. L’argilla utilizzata era di colore rosso mattone e con consistenti inclusi biancastri. La Forma H è caratterizzata dal corpo cilindrico, con pareti lisce, spalla arrotondata su cui sono poggiate le anse a orecchia, terminando in un breve puntale. Alcune si contraddistinguono per l’orlo estroflesso.
L’argilla impiegata variava dal colore rosa al rosso-bruno, a volte presentava
un’ingubbiatura chiara.

Articolo a cura di Valentina Sgariglia in esclusiva per ArkeoGustus.


Bibliografia
CARAVALE A., TOFFALETTI I., Anfore antiche, IRECO, 1997.


Sitografia
http://www.treccani.it/enciclopedia/fenici_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/

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