Minamoto: signore del feudo o Gengis Khan?

L’aneddoto storico che racconterò oggi è ambientato in Giappone durante il periodo Heian (794-1192).

Questa serie di eventi riguarda uno dei periodi più turbolenti della storia del Sol Levante e nella fattispecie, in questa, saranno protagonisti due fratelli.

Yoritomo (fratello maggiore) e  Yoshitsune (fratello minore), erano i rampolli di uno dei clan più influenti del Giappone di allora ovvero i Minamoto, allora impegnati nella cosiddetta “guerra di Gempei” che li vide contrapposti per cinque anni (dal 1180 al 1185) contro i rivali del clan Taira.

Su questa vicenda e sulla morte misteriosa del Fratello minore Yoshitsune si sono costruite nei secoli tra le più fantasiose leggende, quella che andrò a narrare oggi è quella a mio avviso più avvincente e interessante, cioè la “La leggenda del Re Lupo”.

La storia dice che dopo molte peripezie, dopo la perdita del padre e dei fratelli più grandi e l’esilio del fratello maggiore Yoritomo, dovuti alla sconfitta da parte del Clan Taira, durante la rivolta per la disputa sulla successione al trono imperiale (rivolta di Heiji 19 gennaio-5 febbraio 1160), i due fratelli si ritrovano alleati nel 1180 sempre contro i Taira, detentori del trono, in quella che verrà ricordata come la “guerra di Gempei” (1180-1185) e vedrà l’affermarsi di Yoshitsune come grande capo militare e indomito guerriero, eroe popolare malinconico, seppur artefice di grandi successi, i quali cominciarono a renderlo una minaccia agli occhi del fratello maggiore, soprattutto dopo aver soffocato sul nascere un tentativo di usurpazione da parte del cugino Yoshinaka, ai danni di Yoritomo, affermatosi in quel periodo come capoclan dei Minamoto e successivamente, dal 1192 come primo Shogun, il quale darà il via al periodo Kamakura (1192-1333).

La leggenda vuole che Yoshitsune, presunto morto a seguito di Seppuku (suicidio rituale conosciuto anche come Harakiri), abbia in realtà inscenato il tutto e sia scappato con prole al seguito aiutati dal fedele compagno Benkei (altra figura leggendaria), ed approdati sul continente, Yoshitsune sarebbe diventato in qualche modo colui che conosciamo come Gengis Khan il quale col titolo di “lupo azzurro che sottomise il cielo” diede vita al più grande impero che la storia dell’umanità ricordi, ma non riuscì mai a riconquistare il Giappone.

L’azzurro del suddetto titolo, è un dettaglio importante per la nostra leggenda, poiché si ricollega direttamente al colore dello stemma dei Minamoto, ovvero tre fiori di genziana che sormontano cinque foglie di bambù, azzurre su fondo bianco.

Su questa leggenda si è scritto molto, soprattutto nel genere fantasy, una delle fonti più recenti, seppur con svariate licenze poetiche è il manga “Il Re Lupo” dei due famosi autori giapponesi, Kentaro Miura e Yoshiyuki Okamura (in arte Buronson) padri rispettivamente di “Berserk” (Miura) e “Ken il Guerriero” (Buronson). Il quale riprende la leggenda originale e la riarrangia in chiave moderna con portali temporali, uno studioso di storia campione di Kendo e un folle esercito con armi fin troppo avanzate.

Le leggende hanno la loro casa nella storia e gli autori che le rievocano, riportano ai nostri occhi epoche dimenticate e personaggi incredibili.

Dott. Carlo Capponcini

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