IL RITUALE DELL’ALIMENTAZIONE

In questo periodo la nostra macchina del tempo è fumante di curiosità ed è forse l’unico modo che abbiamo per muoverci davvero. Il restare in casa è solo una questione fisica perchè dove c’è informazione e condivisione la situazione può solo migliorare.

Oggi partiamo assieme in un viaggio lungo una settimana nella storia della terra più affascinante in assoluto e più misteriosa: l’Egitto.

Lungo tutto il corso della civiltà egizia, il dono reale o simbolico di cibo e bevande ai defunti era considerato un atto dovuto ed importante tanto da dar vita a delle formule rituali di offerta con i nomi di “hotep-di-nesu” e “peret-heru“.

La prima formula sottintende la realtà divina del Sovrano, unico intermediario tra il regno dei vivi e quello dei morti; tra gli Dèi e gli uomini. Era colui che si adoperava per donare gli alimenti agli Dèi affinchè mantenessero l’ordine cosmico.

La seconda formula era un’invocazione(traduzione del termine “uscita di voce”) che fa riferimento al rito tramite il quale si pensava di poter beneficiare un morto elencando ad alta voce il dono da offrire come il pane e la birra, per esempio.

Sì, il cibo faceva parte dei doni ed ogni forma di vita era collegata inesorabilmente all’alimentazione, tanto è vero che l’attività del magiare e del bere era fondamentale per gli antichi egizi. In un racconto scritto sul papiro Westcar, nel Medio Regno, è citata la figura di un mago Gedi che alla venerabile età di 110 anni, mangiava ogni giorno 500 pani, mezzo bue, beveva 100 brocche di birra. L’esagerazione rispecchiava l’opinione comune che per arrivare a superare i 100 anni fosse fondamentale mantenere uno stile di vita sano e ricco di cibo.

Dagli inizi della civiltà faraonica alla sua conclusione, i cambiamenti metereologici ed economici hanno causato la scomparsa di animali e piante un tempo comuni mentre l’importazione di altri ha originato nuove consuetudini nel campo dell’agricoltura e dell’allevamento. Per quello che possiamo dire, invece, sull’addomesticamento è che riguarda una pratica presente fin dalla Preistoria. Fu esercitata non solo per scopi alimentari ma anche per ragioni di “compagnia” animale.

Questa tavoletta aveva un beccuccio per lo scolo dei liquidi ed un geroglifico che rappresenta una stuoia con al centro un pane nella sua teglia, due brocche di birra attorno, un’oca,un dolce ovale ed un’anitra. Questoè il simbolo di “offerta” dal geroglifico “htp”.

Dott.ssa Claudia Fanciullo

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